Mestre, la prima pietra d'inciampo è per ricordare Vittorio Bassi

MESTRE. Per Mestre venerdì c’è stato il primo appuntamento con le pietre di inciampo, simbolo del giorno della memoria. Alle 11 la posa della prima pietra d’inciampo della terraferma in via del Rigo a Carpenedo. Per ricordare Vittorio Bassi che qui venne arrestato il 18 dicembre del 1943. Bassi era nato il 4 giugno del 1901, figlio di Costante Bassi e di Emma Magrini. Quell’arresto a Mestre ha segnato il suo destino: detenuto prima al carcere di Venezia venne portato al campo di Fossoli e da qui caricato sul convoglio numero 8. Destinazione Auschwitz dove arrivò nel febbraio del ’44 e dove trovò la morte.
 A ricordarlo anche il docente universitario di Ca’ Foscari Shaul Bassi con un intervento pubblico tra la gente intervenuta alla cerimonia.  Dal 2014 Venezia aderisce al progetto “Pietre d’Inciampo” (dalla parola tedesca “Stolpersteine”), monumento diffuso ideato dall’artista tedesco Gunter Demnig che ricorda su pietre posate a terra con copertura di ottone le vittime della deportazione nei campi di concentramento e di sterminio nazisti nel “Giorno della memoria”. Ma venerdì nel progetto, per la prima volta, è entrata anche Mestre con una cerimonia pubblica voluta dal Comune di Venezia, dalla comunità ebraica, da Iveser e da tante associazioni. Presente in via del Rigo anche una delegazione dell’Anpi. Il progetto consente ai cittadini di diventare parte attiva, adottando una “Pietra” per curarne la manutenzione: si può scrivere a pietredinciampovenezia@gmail.com per avere le informazioni per un corretto intervento di pulizia delle targhe di ottone (testo Mitia Chiarin, video Pòrcile).

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