Coronavirus, i volontari Croce rossa: "In Puglia trattati come untori dopo intervento in Lombardia"

Nel video postato sulla pagina social della Croce rossa italiana raccontano cosa è accaduto quando, dopo aver prestato servizio in Lombardia, sono tornati nella loro città: Taranto. Sono tre volontari, due di loro si chiamano Giovanni, poi c'è Emilia. "Siamo stati lì - dice Giovanni, sguardo serio e voce rammaricata - sette giorni facendo turni da 12 ore. Quando siamo arrivati a Taranto ci siamo chiusi in un appartamento. Ci apprestavamo a dormire per la prima volta dopo tante nottate trascorse a fare soccorsi quando abbiamo sentito bussare alla porta. Erano alcuni inquilini che ci hanno apostrofati come untori, ci hanno detto che dovevamo vergognarci perchè potevamo contagiarli".I tre ragazzi sono rimasti di sasso: "non ci aspettavano un grazie o un applauso per quello che abbiamo fatto. Comprendiamo la paura ma ci sono tanti modi per parlare e capire"."Ci hanno anche detto che eravamo nel palazzo per infettarli", continua Giovanni con addosso la tuta rossa della Cri. Alle sue spalle gli altri due colleghi. "Abbiamo vissuto una esperienza unica e non ci fermeremo nonostante tutto", chiosa Emilia.E l'episodio dei tre volontari tarantini non è isolato tanto che sulla pagina della croce rossa italiana è posta la domanda: "Anche a te è capitato questo?" con l'invito ai volontari di segnalare la propria esperienza all'osservatorio della Cri

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